Concorrenza sleale, come funziona il risarcimento danni?

Concorrenza sleale, come funziona il risarcimento danni?

Spesso nel mondo del lavoro si sente parlare di concorrenza sleale, una situazione nella quale un soggetto tende a denigrare un secondo soggetto creando un danno piuttosto evidente sia dal punto di vista pratico che dell’immagine.

La concorrenza sleale è da sempre oggetto di diverse interpretazioni e dubbi, infatti non è sempre chiaro il momento in cui si entra nel campo della concorrenza sleale, pertanto è opportuno rivolgersi sempre ad un legale che saprà fornire un’assistenza adeguata e professionale.

Un altro aspetto estremamente importante riguarda la concorrenza sleale e il risarcimento danni, a questo indirizzo web è possibile avere maggiori informazioni https://www.studiolegaleadamo.it/concorrenza-sleale-risarcimento-danni.

In questo articolo cercheremo di rispondere alle domande più frequenti che vengono poste quando ci si trova davanti ad una palese concorrenza sleale, cercando di capire cosa fare per ottenere il risarcimento danni e quando si può richiedere.

Che cos’è la concorrenza sleale?

La concorrenza sleale dunque è un comportamento che comporta l’esercizio di alcune attività mirate a denigrare un soggetto titolare di un’altra azienda.

In altre parole, come ampiamente scritto nelle norme vigenti, la concorrenza sleale è un insieme di atti che provocano dei danni ad un’azienda e, soprattutto, comporta il fatto che i potenziali clienti siano influenzati negativamente e quindi non si avvalgono dei servizi dell’azienda stessa.

Quando si parla dell’ambito economico la concorrenza non è altro che una sana competizione tra due attività che operano nello stesso settore e che inevitabilmente si rivolgono allo stesso tipo di clientela, dal momento che offrono i medesimi servizi o prodotti. Naturalmente la concorrenza è sempre legale e consentita, ma nel pieno rispetto delle norme in vigore. Altrimenti, come detto, si parla di concorrenza sleale.

(h2) Quali sono le azioni che sanciscono la concorrenza sleale?

Prima di tutto occorre fare una doverosa premessa, la legislazione in tema di concorrenza sleale è estremamente complessa poichè prevede numerose situazioni differenti. Questo vale soprattutto per i casi in cui a fare concorrenza sleale siano ex dipendenti venuti in possesso di documenti o materiali con l’obiettivo di ottenere un vantaggio anche dal punto di vista economico.

La concorrenza sleale si configura come reato nel momento in cui ci sia, tra le due parti, un rapporto concorrenziale. Appare evidente quindi che la concorrenza sleale è possibile solamente nel momento in cui due aziende operano nello stesso settore.

Per apprendere meglio i concetti della concorrenza sleale si può fare riferimento all’articolo 2598 del Codice Civile, il quale stabilisce con precisione quali sono gli atti che comportano la concorrenza sleale. Vediamo quali sono nel dettaglio:

  • Compie atti di concorrenza sleale chiunque utilizzi nomi per creare confusione, ad esempio copiano lo stesso prodotto di un’azienda e così via
  • Compie atti di concorrenza sleale chiunque denigri un’azienda utilizzando notizie false o critiche infondate su un prodotto o servizio
  • Compie atti di concorrenza sleale chiunque utilizzi mezzi o eserciti comportamenti che vanno contro le normative vigenti sul tema.

Concorrenza sleale e risarcimento danni

Chiunque è vittima di concorrenza sleale ha il diritto di richiedere il risarcimento danni nei seguenti casi:

  • Nel momento in cui il concorrente copia o imita i servizi o prodotti dell’azienda
  • Nel momento in cui il concorrente ha denigrato i prodotti o servizi dell’azienda o addirittura il competitor stesso
  • Nel momento in cui il concorrente ha tenuto comportamenti scorretti e contrari alle normative vigenti

Appena la concorrenza sleale viene accertata, il comportamento scorretto viene bloccato con provvedimento urgente e a quel punto è necessario analizzare il tipo di danno subito a causa del comportamento, procedendo con la quantificazione del danno da concorrenza sleale.

Infine è importante sottolineare che in alcuni casi non è possibile procedere con la richiesta di risarcimento danni. È il caso, ad esempio, della situazione in cui la concorrenza sleale è stata commessa senza colpa e quindi in buona fede.